
Cosa puoi fare se sei il figlio di uno dei più grandi autori e registi comici di tutti i tempi?
Per intenderci uno del calibro di Melvin James Brooks, autore di Frankestein jr., Mezzogiorno e mezzo di fuoco, Balle spaziali, L’ultima follia di Mel Brooks… un film muto, anzi quasi muto, dato che il mimo Marcel Marceau pronuncia la parola no. Genio allo stato puro, seguirlo sulla strada del cinema diventa dura, quindi Maximillian Brooks, per gli amici Max Brooks, ha deciso di diventare uno scrittore e non esattamente di libri comici.
Dopo essersi fatto le ossa con Manuale per sopravvivere agli zombie, pubblicato nel 2003, ha scritto un vero e proprio capolavoro, World War Z, del 2006. So già che qualcuno inarcherà un sospracciglio, la letteratura sui morti viventi non ha grandi vette, qualche bel romanzo e una serie di opere mediocri scritte per approfittare di una moda globale, con zombie di tutti i tipi e in tutte le salse. Tuttavia WWZ dice davvero qualcosa di nuovo, è scritto come un report, una serie di testimonianze raccolte dieci anni dopo l’inizio della guerra contro gli zombie. L’autore è lo stesso Brooks, agente della Commissione Dopoguerra dell’ONU a cui viene affidato il compito di raccogliere dati e testimonianze e di descrivere come è andata la guerra contro gli zombie dall’inizio alla fine. Il suo rapporto viene considerato troppo personale, troppo soggettivo e umano, pertanto viene pubblicato in forma di rapporto storico elencando i fatti ma non le interviste, depurandolo dall’aspetto “troppo umano”. Lo stesso funzionario che gli ha rifiutato la pubblicazione gli suggerisce però di pubblicare la sua versione come un romanzo, niente di ufficiale quindi niente vincoli. Il libro pertanto è la versione più descrittiva di quanto successo, ha una struttura a capitoli, dalle prime avvisaglie al Grande Panico al contrattacco e alla vittoria finale. Ogni capitolo racconta diverse testimonianze, spesso singole ma che a volte si ripetono, che illuminano un diverso aspetto degli avvvenimenti, dai primi casi in Cina ai tentativi di contenimento alla battaglia totale contro una minaccia esistenziale.
Passando attraverso i racconti di un medico cinese, di un chirurgo in brasile, di un membro delle forze speciali canadesi, di un giovane profugo palestinese, di un soldato americano e di innumerevoli altri personaggi ci si trova ben presto immersi in un mondo dove gli zombie sono una realtà. Scordatevi il manipolo di eroi che si difende contro orde di morti viventi vogliose di carne umana, quì il disastro è raccontato dall’inizio, quando ancora la minaccia poteva essere fermata, sfortunatamente passività, avidità e ignoranza hanno giocato la loro parte. Si parte dalla scoperta del paziente zero in Cina, dove un bambino viene contagiato dopo essersi immerso per recuperare qualcosa di valore nel suo vecchio paese sommerso dal lago delle Tre Gole. Il governo cerca di contenere l’infezione senza avvertire di quanto sta succedendo, anzi inscenando una crisi con Taiwan per celare tutto, lentamente il contagio si diffonde in molti modi, compreso il traffico di organi. Anche altri governi tengono nascosta la vera natura dell’infezione, parlando di una generica “rabbia africana”, allestendo operazioni segrete per contenere l’epidemia, almeno sino a quando non scoppia il Grande Panico e nessuno può più nascondere niente. Lo stile del romanzo è affascinante, anche se le testimonianze sono apparentemente slegate spesso le storie si intrecciano in modo sottile, dando l’impressione di una storia incredibilmente unitaria e realistica.
Lo splatter è presente ma in misura davvero ridotta, non è centrale ma accessorio e appare solo quando serve, il che fa decisamente bene alla storia. Il film con Brad Pitt ha lo stesso titolo del romanzo ma sono due storie molto diverse, il protagonista è anche lui un funzionario ONU ma la storia è un blockbuster d’azione, ben lontano dalle atmosfere del libro.
Se amate le storie di zombie World War Z. La guerra mondiale degli zombi lo dovete assolutamente leggere, se non vi piacciono questo libro potrebbe farvi cambiare idea.
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