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Ambientata tra le nevi e le rocce dolomitiche, in effetti un omaggio al mio monte preferito, il Civetta, La vetta della paura è una one shot che metterà i personaggi in una situazione difficile.

Un presidio dell’esercito italiano è stato spazzato via da una antica creatura vissuta nel cretaceo, quando le cime dolomitiche erano un mare tropicale punteggiato da isola vulcaniche.

Tuttavia nessuno è andato a indagare cosa fosse successo, dato che gli uomini del presidio sono stati spazzati via durante l’offensiva austro-tedesca di Caporetto e dopo la fine della Grande Guerra Forte Civetta è stato semplicemente dimenticato, ma non da tutti.

I recuperanti erano persone che percorrevano i monti alla ricerca di metalli, residuato bellici e delle salme dei caduti, per i quali lo stato italiano pagava 20 lire, quasi la paga giornaliera di un operaio; si trattava di un lavoro pericoloso, in quota, con condizioni meteo a volte terribili e spesso si trovavano ordigni inesplosi da disinnescare.

E proprio un gruppetto di recuperanti ha deciso di salire sino a Forte Civetta per saccheggiare l’equipaggiamento che presumibilmente vi si trova, purtroppo troverà anche dell'altro, ben più letale di una granata inesplosa.

L’avventura è abbastanza pericolosa e unisce combattimenti a parti investigative comunque abbastanza ridotte, la trovate nei download degli Anni Folli.

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